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mercoledì, 18 novembre 2009
Vorrei aver voluto fare il neurologo.
mercoledì, 11 novembre 2009
Non porsi le domande giuste è un guaio. Ci si perde dietro ai chi e dove, rincorrendo quando e perché inarrivabili, indecifrabili, cercando come nella misura in cui, in forma statica, a puro titolo informativo. Sapere è cultura, saper fare è vita. Anche non saper fare, in verità, ma fare - perdio! - fare, mettercisi dentro e provarci, ogni volta. E non restarsene ai margini astraendo il concetto di sè da ciò che si sta vivendo, nessuno è superiore a se stesso, per quanto l'idea possa piacergli. E come può piacere poi pensare di fare la comparsa nello spettacolo della propria vita? Una macchietta anonima che si intravede qua e là, e manco il nome sulla locandina. Bello. Complimenti.
No, piuttosto mille fiaschi e botteghini vuoti ma chi entra in quel teatro mi vede per tutto lo spettacolo, fino alla nausea magari - e non di rado - ma io ci sono, ho copioni a non finire mandati a memoria e sono sempre più sciolta nelle improvvisazioni, entro ed esco dalle quinte talvolta con dosi eccessive di arte drammatica e calco quel legno polveroso non sempre con passo sicuro, ma ho anche avuto i miei successi e persino qualche applauso.
Nessuna involuzione, no. Ci sono stati passaggi a ritroso e poche stasi, ma qualsiasi punto io abbia creduto di aver raggiunto prima, sono ben oltre.
E così, dicevo, è la domanda giusta a fare la differenza. O la risposta che vi si trova, quando se ne ha il coraggio. E -quasi sempre - la domanda giusta è: quindi?
giovedì, 05 novembre 2009
E' che dopo mesi e mesi (e mesi) sto finalmente raccogliendo in una chiavetta un po' di musica degna d'essere 'regalata' a qualcuno che non la conosca ancora, che mi piace e ritengo possa (debba) piacere anche al fortunato destinatario; volevo mettere insieme diversi nomi, non tanti per carità, solo qualcuno tra i preferiti, ma è troppo difficile aggiungere altro oltre gli Archive. Mi toccherà prepararne due, mi sa.

martedì, 03 novembre 2009
... ... ... ... ...
Nessuna ispirazione.

martedì, 27 ottobre 2009
Io vorrei dire al signor tim che le sue pubblicità fanno veramente pena.
Qualcuno mi stacchi da iù-tiùb!! 
lunedì, 19 ottobre 2009
L'ho avuta vinta, la mia position resta tale. Ci ho una certa influenza, ci ho.
martedì, 13 ottobre 2009
Ho cambiato postazione così tante volte da quando sono lì che persino io trovo sciocco questo velo di dispiacere al sapere che da domani la mia attuale position non sarà più accessibile. Eppure allungare il collo e scorgerne la fronte è stato uno dei motivi migliori per alzarsi la mattina, da lungo tempo a questa parte, e stasera uscendo ho persino accarezzato il monitor con fare melodrammatico.
venerdì, 09 ottobre 2009
Leggendo certi scritti a volte ho il forte desiderio di andare dall'autore e suggerirgli migliori letture.
mercoledì, 07 ottobre 2009
Nessuna strega da combattere né mollichine di pane per non smarrire la strada percorsa, ci si precipita su sentieri nuovi con lo sguardo oltre l'orizzonte, la testa leggermente piegata su un lato per cogliere la prospettiva nella giusta luce. Abbandonando le convenzioni e la convinzione d'aver capito, abbandonarsi all'ascolto e finalmente sapere. D'intelligenza e stati d'animo, atteggiamenti pensieri e virtù, pesi forme e misure e linguaggi meno verbosi, la pelle si apre e respira e per sempre diventa ogni giorno.
giovedì, 01 ottobre 2009
Ah poi è tutto un civettuolo battere di ciglia e netti sfrondamenti a ricercare solo l'essenziale, tra completini mai posseduti prima ed inattesi confronti cui non volgere le spalle c'è da imparare il candore dell'umiltà e rispolverare vecchie fiabe di prìncipi e princìpi.
mercoledì, 23 settembre 2009
Ed è proprio l'emozione luccicante a sciogliere ogni riserva e ad imprimersi nei ricordi ancora freschi, a nulla vale allora tentare di rifugiarsi dietro Goldoni quando le lunghe falcate sanno esattamente dove dirigersi e l'immancabile assenza di trucco nelle occasioni speciali rende il gioco di prestigio ancora più incantevole. A stento si riesce a sentire altro, quando il cuore batte così forte, né mimetizzarsi tra i tavolini ripara dalla salva di parole volute per riempire l'aria tutta intorno, ed è saltellando che si torna tra i monitor da qui in avanti.
giovedì, 17 settembre 2009
Un po' come in partenza dopo una lunga attesa, finestrino abbassato e l'arietta frizzantina che spettina i capelli. Sarebbe bastata la sensazione d'essere in viaggio, il terrore travestito da convinzione che solo la distanza preservasse dalla delusione della meta. Poi una camicetta a scacchi, premonitrice di serate country ancora lontane a venire, e l'ingresso bloccato o presunto tale, un barista chiacchierone e commosso e finalmente il gatto si muove dal cesto, stiracchiandosi. S'azzardano sorrisi e ipotesi di complotto mentre gli occhi brillano di luce nuova.
martedì, 08 settembre 2009
Così erano giorni di sospiri distanti e poco impegnativi, nella prospettiva di un risveglio emotivo dopo le ferite ingrate del distacco. Piccole mosse d'assestamento nell'equilibrio ritrovato, l'audacia dell'ammissione era ancora bastevole motivo d'orgoglio e poi c'erano i gioielli nascosti nello scrigno a distrarre la mente. Fino e oltre a quel pomeriggio d'anticipo estivo che mescola vino a notizie indiscrete, nonostante il rifiuto di considerare l'apparato digerente nel ventaglio delle possibilità, con la leggerezza di un'adolescenza creduta ormai lontana.
sabato, 05 settembre 2009
Vorrei cominciare dall'inizio, forse così sarebbe più facile. Ma quand'è stato? Non riesco a ricordare un momento preciso come quella sera durante il riscaldamento, il volto premonitore nella musica e la resa di ogni muscolo alla gravità. Ma quello già racconta di un prima che sembra lungo un sogno, come quelli fatti ad immaginarne il nome, rivelato poi tra il disappunto e lo scherno di un pomeriggio indolente tra i monitor. Un prima d'occhi furtivi e gomiti appena piegati all'indietro, tattiche elusive e imbarazzi fugati nella borsa, nell'agio della rinuncia da cui osservare senza esposizione. Un prima indefinibile e sospeso che non so infilare in una casella del calendario ma che sembra essere proprio al centro dei cerchi sempre più grandi che si formano mentre i giorni scorrono, gocciolando sulla superficie del tempo in cui sono immersa.
No, non mi riesce, non voglio forse, non ne ho bisogno ancora o più probabilmente non è il momento questo. Magari ci riproverò, più avanti. Di tempo ce n'è, dopotutto.
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